Riqualificazione Funzionale e Tecnologica del Palazzo dello Sport Ruffini di Torino

Il Palazzo dello Sport di Torino, progettato dall'architetto Annibale Vitellozzi, è un'opera di architettura moderna centrale nell'ambito dell'architettura razionalista dei grandi edifici per manifestazioni sportive, ispirata al funzionalismo distributivo, alla ricerca, all'innovazione delle strutture e al loro coinvolgimento architettonico, all'inserimento ambientale e al rapporto con la natura. Il Palazzo dello Sport veniva realizzato nel 1961 in occasione delle manifestazioni di Italia’61 e da allora è stato utilizzato per manifestazioni e spettacoli di vario tipo. Ancora oggi mantiene intatto il suo valore architettonico e la capacità di svolgere molte attività per cui era stato progettato, anche se le nuove esigenze di sicurezza e gestione ne hanno reso necessaria una sua riqualificazione globale.
La destinazione del Palasport è quella dello svolgimento di manifestazioni sportive a livello internazionale, in particolare basket, pallavolo, tennis, ginnastica, calcetto e simili.
Per consentire un uso polivalente della struttura si sono dovute conciliare esigenze tra loro contrastanti, come quelle derivanti dallo svolgimento di eventi sportivi e quelle relative a concerti e manifestazioni di pubblico spettacolo.
Appare subito evidente che la progettazione non poteva riguardare solo gli aspetti tecnici e normativi ma anche quelli architettonici, configurandosi come un intervento su un edificio esistente di particolare pregio dell'architettura moderna e di forte caratterizzazione formale.
Il progetto ha previsto un nuovo layout delle aree sotto gradinate, del piano interrato e delle gradinate: sono stati messi a norma i servizi per il pubblico e gli spogliatoi per gli atleti, i percorsi e gli accessi ai fini dell'eliminazione delle barriere architettoniche, sono stati ricavati nuovi spazi per funzioni integrative a quelle precedenti con l'accortezza di non snaturare lo schema distributivo-funzionale di base, sia per limitare il carico di alterazione dell'impianto originale, sia per minimizzare i costi di trasformazione.
L'esigenza di utilizzo della struttura per un'ampia gamma di manifestazioni ha creato una certa complessità nelle scelte progettuali per una pavimentazione multifunzionale. La soluzione adottata è stata quella di posare sull'intera superficie del bacino centrale di 1600 mq, una delle più grandi d'Europa, un parquet da gioco in legno prefinito a più strati orizzontali garantendo, a seconda delle diverse zone, caratteristiche di elasticità o di maggiore rigidezza e indeformabilità ai carichi.
I serramenti sono stati interamente sostituiti con un sistema a facciata continua autoportante a taglio termico con vetricamera colorati semiriflettenti bassoemissivi, per ottimizzare le prestazioni energetiche ed il controllo della luminosità interna.
L’opera ha compreso il rifacimento di tutti gli impianti tecnologici necessari a rendere l'edificio perfettamente funzionante.
Le strutture di acciaio si compongono di nuove opere e di rinforzi, modifiche ed integrazioni di quelle esistenti. Il progetto prevedeva prima di tutto un monitoraggio visivo, strumentale e geometrico della struttura di acciaio che sostiene la copertura. Questi controlli hanno evidenziato la presenza di gravi difettosità.
L’intervento di restauro sulla struttura ha riguardato i rinforzi delle 24 centine esterne che sostengono la copertura, i rinforzi degli arcarecci reticolari, gli interventi sulle strutture alle quali si vincolano i nuovi impianti di trasporto dell’aria e di illuminazione.
Uno degli interventi più rilevanti è stato quello relativo alle sospensioni degli arcarecci alle centine esterne, che sostengono le lamiere grecate della copertura, sostituite con coppie di bielle. La nuova copertura realizzata è del tipo isolata e ventilata; la controsoffitatura è stata progettata come un sistema composto da diversi strati corrispondenti ad altrettanti funzioni.
L’unico intervento di nuova costruzione fuori terra riguarda il piccolo fabbricato destinato all'alloggio del custode. La sua collocazione è all'esterno nell'area di pertinenza del Palazzetto con un accesso diretto dal viale del parco.
La casa del custode è costituita di tre camere da letto, soggiorno, cucina e due bagni, per un totale di circa 135 mq di superficie lorda costruita, con la possibilità di utilizzare una parte del sottotetto ad esclusivo uso di ripostiglio e deposito domestico.
La connessione ambientale e architettonica è stata cercata con il parco Ruffini adiacente e il suo carattere metropolitano, evitando il rapporto diretto con il Palazzetto. La costruzione si colloca come oggetto a sé nell’ambito spaziale del parco urbano.

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